LEGAMI INDISSOLUBILI

L’amore per il territorio,
il rispetto per il terroir

il territorio

Alle pendici del Vulture

Il vino è la poesia della terra, come diceva il grande Mario Soldati. Per noi non ci sono parole migliori per spiegare il rapporto speciale che ci lega al nostro territorio e al frutto delle nostre vigne.

Lo scenario dell’Azienda Agricola Radino è quello del Monte Vulture, maestoso vulcano ormai inattivo che domina l’altopiano con i suoi 1300 metri di altezza. Nel tempo la sua lava ha penetrato il suolo già ricco di argilla, calcio, azoto e tufo, arricchendo un terroir già straordinariamente raro nel panorama vitivinicolo mediterraneo.

La matrice vulcanica del terreno, la magnifica esposizione solare ed il clima continentale con le forti escursioni termiche, sono solo alcuni degli elementi tipici di questo particolare terroir, insieme alle tradizioni e alle buone pratiche seguite dagli artigiani della viticoltura nella coltivazione della terra.

Ed è da questo ecosistema così tipico e inimitabile che nascono i vini Radino, rotondi e avvolgenti, con quel timbro minerale e sapido che li rende davvero unici.

In un calice di Radino c’è tutta la poesia di un territorio, quello lucano, che racchiude in pochi chilometri quadrati le molteplici varietà del paesaggio italiano.

Cultura biologica

A guidare il nostro lavoro sono i principi che animano l’Azienda Agricola Radino fin dai suoi albori: l’amore profondo per il nostro territorio, la qualità della materia prima, l’etica del lavoro.

Lavoriamo la terra applicando i valori dell’agricoltura biologica, per ridurre al minimo il rilascio di residui nel sottosuolo, nell’acqua e nell’aria, e per salvaguardare la meravigliosa complessità del nostro ecosistema.

aglianico

Nobile e Antico Vitigno

È un vitigno a bacca rossa, di maturazione tardiva, con bucce spesse ricche di polifenoli e tannini, che ne esaltano l’austera componente aromatica.

Adatto a un lungo invecchiamento, viene affinato in piccole botti di rovere per dominarne la forza e renderlo morbido e vellutato al palato.

Secondo la leggenda, il rosso vino di miele offerto da Ulisse al ciclope Polifemo nell’Odissea era proprio l’Aglianico. Non è dunque un caso che sia questa la varietà vitata che ha trovato sulle pendici del grande vulcano il suo habitat naturale.

Giunto nel nostro territorio nell’VIII secolo a.C., l’Aglianico è un vitigno di origini antichissime, chiamato inizialmente Ellenico perché di origini greche.
Padre del Falerno, un altro mitico vitigno, muterà il suo nome in Aglianico solo molti secoli più tardi, con l’arrivo degli Aragonesi.