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Francesco Radino
VIGNE
Aglianico del Vulture
LA SOLAGNA DELL’ARCIDIACONATA
Terra di vulcano in forte declivio, trasformata in terrazze. Intorno ginestre, mandorli e ulivi e poi a ovest il Vulture, con un colpo d’occhio che incanta, di fronte il verde intenso di Piano di Croce e a Sud il dolcissimo Cerro, con l’ampia vallata.
Le viti si nutrono indubbiamente di buona terra, ma anche di bellezze d’intorno, di profumi di ginestre e d’acacie, di impalpabili aure, che puoi riconoscere solo quando le incontri.
Da queste terre nasce l’Aglianico del Vulture Biologico D.O.C. Arcidiaconata, rosso brillante, che esprime al naso sentori di frutta rossa matura, spezie e note di liquirizia.
Le viti si nutrono indubbiamente di buona terra, ma anche di bellezze d’intorno, di profumi di ginestre e d’acacie, di impalpabili aure, che puoi riconoscere solo quando le incontri.
Da queste terre nasce l’Aglianico del Vulture Biologico D.O.C. Arcidiaconata, rosso brillante, che esprime al naso sentori di frutta rossa matura, spezie e note di liquirizia.
Aglianico del Vulture
COLIGNELLI
Tre ettari di vigna buona su una terra fertile, assommata di lapilli e ceneri di vulcano e poi lungamente frantumata, lavorata, amata. Sotto è ancora solido tufo per ristorare le radici durante la stagione secca, tanto che le viti non soffrono anche nelle estati più calde.
La vista è incantevole e l’orizzonte, sovrastato da un enorme pino, vastissimo. Di fronte la collina delle Serre, e poi tutt’intorno ginestre, ulivi e solide querce a far da contorno ad un ambiente unico e raro. In autunno grappoli si presentano spargoli e ben nutriti, con bucce solide e ricche di umori.
La bassa produzione, che dopo il diradamento a fine estate non supera i 30/40 quintali per ettaro, che ulteriormente si assottiglia con la scelta dei grappoli alla vendemmia, permette a questa terra straordinaria di generare vini profumati, persistenti, caldi, dove il timbro del migliore Aglianico si esprime al massimo grado.
La vista è incantevole e l’orizzonte, sovrastato da un enorme pino, vastissimo. Di fronte la collina delle Serre, e poi tutt’intorno ginestre, ulivi e solide querce a far da contorno ad un ambiente unico e raro. In autunno grappoli si presentano spargoli e ben nutriti, con bucce solide e ricche di umori.
La bassa produzione, che dopo il diradamento a fine estate non supera i 30/40 quintali per ettaro, che ulteriormente si assottiglia con la scelta dei grappoli alla vendemmia, permette a questa terra straordinaria di generare vini profumati, persistenti, caldi, dove il timbro del migliore Aglianico si esprime al massimo grado.